Categorie
Progetti

The Invisibles

La dimostrazione della potenza di Google, che oscurando alcuni elementi, in questo caso persone, può cambiare la percezione che abbiamo di alcuni luoghi.

Questo progetto è l’evoluzione naturale di Google Explorer. Da tempo utilizzo Google Street View per esplorare nuovi posti in cui non ho ancora avuto l’occasione di andare, o di tornare in luoghi per qualche motivo significativi. In viaggio a San Francisco, facendo un giro nel centrale Tenderloin District avevo finalmente capito perché viene considerata la capitale mondiale degli homeless.

Tornando in quelle vie dal mio computer con la funzione Street View volevo studiare in che modo la zona si fosse evoluta nel tempo e capire quali fattori influissero nella scelta delle aree dove i senzatetto si ritrovano. Di solito sono strade a senso unico residenziali con pochi negozi e quindi bassa intensità di passaggio. E’ interessante notare come alcune strade siano considerate più “appetibili” di altre.

In quell’occasione, il 1 novembre 2019 scattai delle foto allo schermo del mio computer, che pubblico di seguito.

Come forse avrete notato nell’immagine in apertura, alcune sagome sono state oscurate. Tornando in quella stessa via, le immagine erano state cambiate, o meglio alcune parti erano state oscurate. Basta confrontare l’immagine sopra e sotto a questo testo per capire lo sconcerto che ho provato in quel momento.

Da qui il titolo, gli Invisibili. Google decide cosa mostrarci e cosa no. Con un filtro oscura cose, in questo caso persone, che per qualche ragione non vuole far apparire.

In realtà continuando a “girare” nel quartiere ho notato che non tutti gli homeless erano stati oscurati, ma a quanto pare, solo quelli che starebbero usando droga.

Senza entrare nel merito di cosa sia giusto o sbagliato, di cosa sia decente e cosa no, di cosa mostrare o cosa no, credo che questa sia l’ennesima (come se ce ne fosse bisogno) dimostrazione dell’enorme potenza di Google. Proprio come già accade nel motore di ricerca che l’ha resa uno dei colossi informatici più importanti al mondo, Google decide cosa mostrarci e cosa no e, dettaglio non trascurabile nell’era della cosiddetta “economia dell’attenzione”, in quale ordine.

Credo che la forza evocativa di questo progetto risieda nel mostrare le differenze tra mondo fisico e mondo digitale: in quest’ultimo le cose non sempre sono come ci appaiono e tutto è discrezionale, dopotutto a pensarci bene siamo in uno spazio provato con delle proprie regole. Se le accetti sei dentro, altrimenti sei fuori.

close

Noi di Urban Prosumer non abbiamo canali social. Il nostro intento è creare una community di persone che abbiano a cuore le sfide che la società contemporanea ci pone. Se hai apprezzato i contenuti del sito e vuoi entrare a far parte della nostra community, iscriviti alla newsletter per ricevere un solo aggiornamento settimanale con tutti i nuovi articoli.

8 risposte su “The Invisibles”

Ho trovato l’articolo molto interessante, condivido la stessa passione (perversione?) dei viaggi virtuali. se ci fai caso, succede la stessa cosa nella regione centrale di Luz a San Paolo, tristemente nota come Cracolandia, dove “risiede” la maggior parte dei tossicodipendenti da crack della città.

Hiya, I am really glad I have found this information. Today bloggers publish only about gossip and web stuff and this is really annoying. A good website with interesting content, this is what I need. Thanks for making this site, and I will be visiting again. Do you do newsletters by email? Beryle Allen Handy

I love this write up thank you. I am a friend of Nada and she shared your site with our group. I just took a shaman course and without realizing it have been on a path slowly leading me into Shaman work. I am not sure how to see it all and use what I am learning but your message really helped me to put a lot of the missing pieces together, thank you and Namaste Beautiful message <3 Adara Joe Oneal

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *