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Un bug di Google Meet

Utilizzando un bug della piattaforma Google Meet ho dato vita a questo video in cui lo schermo scompare nello schermo e le immagini si rincorrono prospetticamente

Attraverso uno schermo

Durante il lockdown ci siamo tutti trovati costretti ad utilizzare piattaforme e servizi di videocall e webconference. Lo smart working e la didattica a distanza hanno fatto un uso massiccio di questi strumenti, è possibile leggere alcuni spunti e riflessioni sul tema nel precedente articolo Videocall, una finestra sulla nostra intimità.

Giusto per dare una misura del fenomeno, solo in America e in Europa, per esempio, Microsoft ha annunciato che la sua piattaforma Microsoft Teams è passata dai 32 milioni di utenti giornalieri a 44 milioni, che a loro volta hanno generato più di 900 milioni di minuti di chiamata e riunione ogni giorno.

Io stesso mi sono confrontato con lezioni, seminari ed esami a distanza. Vi posso assicurare che fare revisione a studenti di Architettura in modalità telematica è di sicuro un’esperienza interessante che non avrei mai creduto di provare nel corso della mia vita accademica.

La Sapienza ha scelto Google

L’Università di cui faccio parte, La Sapienza, ha un accordo con Google che prevede che tutti gli studenti, i professori ed il personale amministrativo possano, o meglio debbano, utilizzare i servizi Google. Ad esempio, tutte le comunicazioni ufficiali arrivano nella casella di posta istituzionale Gmail. Credo che il fatto che un’istituzione pubblica costringa i suoi membri ad utilizzare i servizi di una corporation la dica lunga sulla pervasività che i principali colossi informatici, di solito riuniti nella sigla GAFAM (Google, Amazon, Facebook, Apple e Microsoft) hanno nelle nostre vite. Ma non è questo il punto che voglio sollevare in questo progetto…

Un bug dalla grande carica estetica

L’apparizione di un nuovo strumento rappresenta sempre una grande crisi. Nonostante la piattaforma Meet, come tutti i programmi dell’ecosistema Google, sia di facile utilizzo, all’inizio ci è voluta un po’ di pratica per capire come utilizzare tutte le funzioni correttamente. Proprio in una di queste esercitazioni, ho attivato per errore questa visualizzazione caleidoscopica, che mi ha da subito affascinato. Ecco un primo video che utilizza questo errore di visualizzazione per esplorare nuove estetiche.

Lo schermo (e le finestre che compaiono in esso) è notoriamente l’elemento più piatto che si possa immaginare. La potenza evocativa di questa visualizzazione sta proprio nel trasformare lo schermo in uno spazio animato, ma soprattutto nell’aggiungere la terza dimensione: la profondità! Questa visualizzazione dello schermo nello schermo ed il rincorrersi di immagini che scompaiono prospetticamente, abbinate alla techno impnotica dei Voices From The Lake hanno dato vita all’esperimento qua sotto. Il primo di molti altri.

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21 risposte su “Un bug di Google Meet”

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